La
mia anima quel giorno era in cerca di stimoli, di emozioni nuove, la mia
sessualità aveva voglia di esprimersi in tutta la sua pienezza, una
strana sensazione si impadroniva del mio corpo e della mia mente, avevo
voglia di esplorare me stessa e tutto l’universo che ne fa parte.
Mi
sentivo sexy, indossavo il mio intimo preferito,
degli stivali bianchi con il tacco molto alto che fasciavano
perfettamente le mie gambe, un paio di calzoni bianchi attillatissimi,
rigorosamente a vita bassa e infilati dentro gli stivali, una giacca
corta sempre bianca indossata rigorosamente senza maglia e rigorosamente
semi sbottonata, capelli semi raccolti e semi spettinati come adoro
portare. Sentivo la necessità incontrollabile di provocare. Sì, quella
mattina mi andava così, e con quello spirito uscii di casa…
Prendo
la macchina, metto in moto, apro la capotte e decido di fare un giro da
sola in centro città. Cammino imperterrita per le vie della città,
incurante degli sguardi maschili che scrutano ogni mio passo, regalando
qualche sorriso a chi si sofferma con lo sguardo sul mio corpo qualche
istante di più. Il mio passo è spedito e sicuro, ho caldo e decido di
sbottonare un altro bottone della giacca, lasciando intravedere così il
pizzo del reggiseno nero e il mio decolleté davvero prorompente, è
quasi impossibile non soffermarsi a guardarlo, vedo gli sguardi
infuocati degli uomini quando passo, smettono di parlare e sono in mia
contemplazione. Tutto questo mi eccita da impazzire, sento caldo, molto
caldo… questo provocare mi procura un immenso piacere e loro lo sanno,
forse sono intimoriti dalla mia sicurezza, forse sono eccitati dal
potere che in quel momento tutta la mia femminilità sprigiona.
Sfilo
dalla borsa una sigaretta, l’accendo e mi fermo davanti alla vetrina
del mio negozio preferito. Mentre osservo i nuovi arrivi scorgo la mia
figura riflessa sul vetro, le mie mani scorrono sul mio corpo, mi
sistemo la giacca, mi accarezzo dolcemente il seno e poi scendo giù ai
fianchi.. mio dio… che fame di carezze… In quel momento mi assale un
desiderio quasi incontrollabile, vorrei portarmi a casa un uomo, un
perfetto sconosciuto, farlo inebriare dal mio profumo e dal mio
sapore… qualcuno che sappia giocare con me, con passione, che sappia
alimentare le mie fantasie, ma che sappia anche dominarmi, ma chissà se
capirebbe le mie necessità, le mie motivazioni. Gli uomini spesso sono
accecati dal sesso e non vedono altro. Io voglio desiderio, passione…
per troppo tempo sono scesa a compromessi assurdi senza assecondare i
miei bisogni primari, ora basta!
Decido
di rientrare a casa, eccitata dai miei pensieri e dalle mie sensazioni,
assorbo gli sguardi, mi alimento dell’eccitazione altrui.
Raggiungo
la macchina, infilo le chiavi e parto. Arrivata a casa, inizio a
spogliarmi lentamente davanti allo specchio… sono nuda e lascio che i
miei seni percepiscano la freddezza della superficie immobile davanti a
loro, i miei occhi nei miei occhi, tocco la mia immagine riflessa nello
specchio, vorrei fosse un uomo a farlo, regalerei le mie mani calde e
sapienti a chiunque voglia usarle per dare piacere solo a me, mi guardo
e mi accarezzo, voglio fare l’amore con me oggi.
Mi
accomodo su una comoda poltrona vellutata sempre davanti allo specchio e
appoggio i piedi su due puff che tengo ai lati della poltrona, godendo
così della mia visione più intima, le mie mani cominciano ad
accarezzare i miei seni, il mio sesso è un’orchidea selvaggia, bocca
affamata e avida… continuo ad accarezzarmi i seni e piano piano le mie
mani scendono più giù, fino ad arrivare al mio punto più caldo, le
mie dita entrano ed escono dal mio piacere, le porto alla bocca per
assaggiarmi, le succhio inebriandomi del mio sapore.
Il
mio clitoride è gonfio, lo raggiungo facilmente, comincio a giocarci…
so bene che da sola posso raggiungere l’orgasmo facilmente,
soprattutto se uso le mie mani, del resto nessuno mi conosce più di
quanto conosca io me stessa.
Inizio
a sospirare più forte, continuando a guardare la mia immagine riflessa,
vorrei un uomo assetato inginocchiato davanti a me, la sua lingua
sarebbe come le mie dita che spaziano dentro di me regalandomi un
piacere immenso.
Sento
il mio orgasmo arrivare, cerco di trattenerlo, ma un’irrefrenabile
tensione erotica mi assale e pervade il mio corpo, scariche di piacere
percorrono tutti i miei sensi, gemiti di piacere che non riesco più a
controllare… esplodo, mentre la mia mano continua ancora ad
accarezzarmi fino a che le piccole pulsazioni del mio sesso appagato non
terminano del tutto.
I
miei occhi mi fissano con un sorriso, mi alzo e mi bacio dolcemente,
prendo la borsa e seduta con me, fumo la più dolce sigaretta della
giornata.