Vienimi a trovare su Opencams! Clikka sulla mia immagine ed entrerai direttamente nella mia stanza di chat. Se ti registrerai gratuitamente potrai dialogare con me senza limiti di tempo.

Home

Mi Racconto Photos

Webcam Live Show

Hotline Banners Affiliati Awards Contatti

Un Incontro Fatale

4 luglio 2008 ore 17.00 – Era un giorno caldissimo, il termometro della mia automobile segnava 32 gradi e il sole cocente che penetrava dal parabrezza aveva la meglio sull’aria condizionata.

Avendo il pomeriggio libero da impegni di lavoro ero uscita per fare un po’ di shopping. Il mio pomeriggio era già tutto programmato. Prima tappa alla profumeria della mia amica Samantha, che mi aveva mandato un invito per una dimostrazione di una nuova linea di prodotti, seconda tappa, un'apparizione fugace nella mia boutique preferita, terza ed ultima tappa una full immersion in un negozio di calzature alla ricerca di un qualcosina di particolare.

Come non ne avessi abbastanza tra scarpe e stivali, con tacchi di varie misure e fogge più disparate, ma volete mettere il piacere di indossare la scarpina che hai sempre desiderato e non hai mai osato chiedere? Uno stivale estivo bianco alto fino al ginocchio, con tacco a spillo altissimo, formato da un decolté molto basso e unito da una serie di stringhe in pelle intrecciate che fasciano la caviglia e il polpaccio. Una vera favola, un effetto straordinario abbinato ad autoreggenti e minigonna stratosferica. Un mio sogno ad occhi aperti - non l’avevano ancora inventato - che troverò qualche anno dopo.

Tornando a quel torrido pomeriggio di luglio, finalmente riesco a trovare parcheggio nelle vicinanze della profumeria, regolo il disco orario ed esco dall’auto. Una vampata di calore insopportabile mi avvolge. Allungo il passo e in pochi minuti arrivo davanti alla vetrina, entro e finalmente ritrovo un piacevole refrigerio. Finalmente, non ne potevo più di quella morsa di caldo che mi aveva fatto completamente bagnare di sudore.

All’entrata mi trovo in mezzo ad un sacco di persone, ma ecco che arriva la mia amica Samantha ad accogliermi, quasi stupita, dal momento che le avevo data buca molte volte alle sue dimostrazioni. Mi abbraccia e mi accompagna subito davanti al buffet di dolci e pasticcini vari. Oddio, penso subito alla mia linea, con la quale ho sempre un conto aperto, ma che alla fine, per fortuna, riusciamo sempre a pareggiare.

Mi avvicino al vassoio dei bignè, una vera compilation di gusti, tutti mignon come piacciono a me. Mi prendo il piattino e comincio a servirmi e anche se la tentazione è grandissima, mi fermo a tre, di gusti diversi. Si avvicina il cameriere che mi porge un flute di champagne accompagnato da uno splendido e seducente sorriso. Il pomeriggio, a parte la parentesi del caldo si preannunciava molto positivo. Appoggio il piattino e afferro il flute per sorseggiare il delizioso nettare, quando arriva Samantha che mi chiama.

Mi giro e in quel momento un ragazzo, alto, moro, capelli lunghi, occhi azzurri chiarissimi quasi grigi, si avvicina al buffet. Rimango paralizzata, gli sguardi si incrociano e nessuno di noi abbassa gli occhi, lui esibisce un sorriso visto solo nei film, io ricambio quasi abbagliata.

Arriva di nuovo il richiamo di Samantha ad infrangere questo incantesimo, che era rimasta un attimo in disparte. Nivea - esordisce – volevo presentarti un mio carissimo amico, ma vedo che vi siete già conosciuti, è qui in città per lavoro, e con l’occasione l’ho invitato alla mia dimostrazione, è uno stilista esordiente e se non ti dispiace te lo affido per un po’ finché intrattengo gli altri invitati.

Samantha in quell’occasione aveva fatto le cose in grande, inviti ad hoc, servizio di catering di una delle migliori pasticcerie della città, addobbi floreali, e omaggi a tutti gli invitati, ma in quel momento mi ero dimenticata di tutto quanto mi circondava, delle successive tappe che mi ero programmata, del caldo, della stanchezza di una notte prolungata fino all’alba.

Ero lì, in compagnia di un uomo affascinante, simpatico e cordiale. Un feeling fantastico. Non riuscivamo a toglierci gli occhi d'addosso. Mi era capitato pochissime volte nella mia vita, ma mai con una tale intensità, un chimismo incredibile, un’attrazione irresistibile.

Abbiamo iniziato a dialogare del più e del meno, consci entrambi che erano parole di circostanza, ma i nostri occhi dicevano ben altro. Mi sfugge lo sguardo sull’orologio, erano ormai le 18,30 e mi resi conto che il mio tanto programmato shopping aveva i minuti contati. Pazienza, certe cose possono aspettare - perché interrompere questo piacevole momento che stavo vivendo? - mi dissi. E così rimasi fino alla fine, sempre vicino al mio nuovo amico tenebroso.

Arriva l’orario di chiusura e gli invitati cominciano a defilarsi alla spicciolata, in una manciata di minuti rimaniamo io, il bel tenebroso e la mia amica con in mano le chiavi del negozio, che aspetta di chiudere. Strano a dirsi, abbiamo parlato per ore e continuavamo entrambi a darci del lei. Non ricordo come, ci siamo ritrovati fuori dalla profumeria, la mia amica che ci salutava e noi due lì sul marciapiede, vicini, molto vicini…

Ad un certo momento esordisce: “signorina, che ne direbbe di un aperitivo?” – “volentieri” – risposi io – “conosco un posticino qui vicino che è fantastico”. Ci incamminiamo a piedi e dopo pochi passi siamo nel ‘posticino’, dove la fortuna ci assiste nel farci trovare l’ultimo tavolo libero disponibile, in un angolino appartato del locale. Luce soffusa e bella musica completavano il quadro.

Tra un vassoio e l’altro riprendiamo il discorso interrotto prima, quando sento qualcosa che mi sfiora una caviglia e comincia a salire. Un brivido di piacere mi pervade, ma riesco all’apparenza a rimanere indifferente. Abbasso la mano sotto il tavolino per sistemarmi la gonna e mi scontro con un piede, scalzo, che si fa strada sulle mie cosce. Lo accarezzo, e comincio a salire. Una pelle morbidissima un calore inebriante, più lo accarezzo e più lui si fa strada in mezzo alle mie gambe. Ritorno con la mano verso il piede e lo spingo con forza verso di me. Lui inarca la schiena verso di me, allunga il collo cercando la mia bocca che quasi calamitata si avvicina alla sua per un bacio appassionato che sembra non finire mai.

Dentro di me si era scaricato un turbinio di passione, sensazioni forti mai provate fino a quel momento. Non riesco più a respirare, ma nello stesso tempo non riesco a staccarmi dalla sua bocca. Una forza nascosta non me lo permette, non vuole interrompere un momento così magico. Non so per quanto ci siamo baciati, ma quando abbiamo ripreso fiato, abbiamo ricominciato ancora, attratti reciprocamente da una passione travolgente.Il tempo volava, anche se entrambi volevamo si fermasse all’infinito, il locale, affollatissimo, ci sembrava vuoto, esistevamo solo noi due, le nostre bocche, i nostri occhi, le nostre mani avide e vogliose di accarezzarci.

Usciamo dal locale, ormai a notte inoltrata, torniamo verso la mia macchina e senza dirci nulla ci dirigiamo verso il mio appartamento. Si era creata una sintonia tale che percepivamo le sensazioni, ci capivamo con uno sguardo, non servivano parole. Parole che avrebbero rovinato quell’incantesimo che si è protratto fino al tramonto del giorno successivo quando lui ha ripreso l’aereo per tornare a Roma.

Abbiamo deciso entrambi di non rivederci più per portare sempre con noi il ricordo indelebile di quei magici momenti, irripetibili; ho ancora negli occhi, a distanza di anni, il suo sguardo dolce e penetrante, sento ancora le sue labbra sulla mia bocca, le sue mani sul mio corpo, una sensazione che mi aiuta nei momenti difficili e mi dà la forza di andare avanti.

Mi chiedo ancora se questa storia l’ho vissuta veramente oppure è stato il ricordo di un sogno meraviglioso, ma poi apro l’armadio e prendo in mano una cravatta rossa ancora annodata, è quella che portava quel giorno e che al momento di lasciarci non riusciva più a trovare. Che sia stata una volontà del destino, per permettermi di ricordarmi per sempre quell’avventura e farmi capire che non è stato solo un semplice sogno, seppure fantastico.