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Il mio sogno

In un attimo mi torna alla mente il nostro incontro...

Due anni fa avevo deciso di cambiare aria per un po’ di tempo, Milano cominciava a starmi stretta, pensai così di cambiare città edi punto in bianco mollai tutto e partii.

Scelsi una località marittima, mi trovai una casettina piccola ma molto graziosa in riva al mare, dove il rumore delle onde cullava il mio sonno, e poi l’odore del mare, quanto mi mancava!

Decisi anche di trovarmi un lavorettino e così mi misi alla ricerca... comprai il giornale e cominciai a selezionare gli annunci di lavoro e fui incuriosita da un annuncio che offriva un posto come segretaria in un noto studio legale della città. Chiedevano esperienza, serietà, bella presenza... bene sembrava ciò che cercavo, decisi quindi di tentare, anche perché quel lavoro mi avrebbe permesso di fare nuove esperienze lavorative ed evadere dalla solita routine del mio lavoro... telefonai... mi fissarono un colloquio per il giorno successivo alle ore 9.45. Perfetto!!

La mattina cercai di prepararmi con cura, cercai qualcosa di classico, pur senza rinunciare a qualcosa che esaltasse la mia femminilità, scelsi così una gonna nera molto attillata con un vertiginoso spacco al centro, calze di seta velatissime, naturalmente autoreggenti, camicetta bianca incrociata molto scollata, che lasciava intravedere leggermente il pizzo nero del reggiseno… il tutto condito con un paio di scarpe nere dal tacco altissimo così da far risaltare ancora di più il mio 1.75 di altezza. Scelsi un trucco molto leggero, ma decisi di marcare con un ombretto verde scuro gli occhi così da dare un tocco malizioso al mio viso.

Mi pettinai, decidendo di rinunciare alla mia solita coda alta, e lasciai i capelli lisci sciolti sulle spalle... mi guardai allo specchio e dissi ok: il risultato era soddisfacente! Mi accarezzai per dare una leggera sistemata al vestito, infilai la giacca, la pelliccia e mi recai all’appuntamento.

Arrivai con un leggero anticipo, non c’era ancora nessuno, lo studio era vuoto, ad un tratto una signora sulla cinquantina uscì da una porta e mi comunicò che l’avvocato era impegnato con una segretaria  ma che se volevo potevo entrare pure io. Mi incamminai lungo il corridoio, sculettando con sicurezza, ma anche un po’ perplessa, pensavo di trovare molte candidate per un posto di lavoro simile, e invece...

Arrivai davanti alla porta indicatami dalla segretaria, mi avvicinai piano, era socchiusa, la scostai leggermente. Rimasi meravigliata e impietrita dalla scena che si presentò ai miei occhi.

All’interno della stanza c’era un uomo, sui 50 anni, molto affascinante, vestito di tutto punto, incravattato, che si faceva spompinare da una ragazza bellissima inginocchiata.

Quando lei andava giù con la testa e poi risaliva, si vedeva la sua grossa mazza che usciva dai pantaloni, un cazzone scuro che contrastava con il vestito grigio chiaro. “Ah si... Sei proprio brava Monica... “ disse l’uomo carezzandole i capelli. Lei si tolse il cazzo dalla bocca, continuando però a masturbarlo con la mano e sorrise. “Allora... Il posto è mio?” “Tesoro, se dicessi di no sarei un vero stronzo. Non ho mai ricevuto un pompino così. Prima vorrei penetrarti un pò la fica da dietro, sei d’accordo?” La ragazza non disse nulla e si mise a pecora, appoggiata alla scrivania. Lui si avvicinò a lei con il cazzo in mano. “Brava! Inarca un pò la schiena così me la dai meglio.” In un istante glielo mise dentro e prese a scoparla con lena. “Oh Monica... Com’è stretta!...Ahh!... Mi stai scuoiando l’uccello!” “Aaah...!! Mettilo tutto dentro... Fammi sentire le palle daiiii!” gridava la ragazza “Eccotelo è tutto tuo!” disse lui spingendo fino in fondo.

Ero eccitata ma allo stesso tempo infuriata! Non volevo essere scartata senza nemmeno essermi giocata le mie carte. Scopare era il mio forte. “Ehy!!” dissi interrompendo la scopata “Credo che adesso sia il mio turno!” Il tizio si scostò subito dalla ragazza, che andò a nascondersi sotto alla scrivania, e si coprì il cazzo con una mano. Era troppo duro per rimetterlo nei pantaloni. Mi guardò spaventato. “Io... Credo ci sia stato un malinteso... Lei è ... Lei è mia moglie.. Vero Monica?...” “Tua moglie un corno!” dissi io arrabbiata “Già è grave che usi certi metodi per selezionare la segretaria, e poi? Mi hai provata per caso?” Chiusi la porta a chiave e mi spogliai completamente. Lui si avvicinò e cominciò a toccarmi con l’indice e il medio, partendo dalla fronte e scendendo giù... mi sfiorò la pelle in mezzo ai seni... mi toccò i capezzoli inturgiditi e poi arrivò alla mia fica rasata. “Bella... Stupenda! Allarga le cosce che voglio vedere come sei fatta.” Detto fatto, cominciò a masturbarmi... Mi inserì il medio dentro e appena constatato che ero bagnata (anche per la scenetta piccante che avevo visto), mi inserì anche l’altro dito e cominciò a penetrarmi. “Monica non aver paura vieni qui!” La ragazza uscì da sotto la scrivania, un pò indispettita dalla mia presenza. “Che palle! Dopo quello che ho fatto arriva la guastafeste!” “Dai non mugugnare... Non abbiamo un discorso in sospeso io e te?” disse lui prendendola per un braccio. Il suo cazzo era ancora durissimo, potevo distinguere le vene in rilievo che pulsavano. Fece mettere l’altra ragazza davanti a lui, appoggiata come prima, e la penetrò. Intanto continuava a masturbarmi... Era un vero stallone... Mi penetrava con lo stesso ritmo con cui chiavava Monica e la mia fica era diventata un lago. “Oh... Ne voglio anche ioooo!” urlai... Non volevo venire senza aver provato quella grossa asta di carne dritta. “E va bene... Devo accontentarti... Però non posso lasciare così Monica, anche lei ha diritto al suo piacere.” Mi fece mettere davanti a lei. “Dai leccala... Ma prima voglio che vi baciate. Fatemi vedere quanto siete porche.” Mi avvicinai a Monica, grazie al cazzo si era rabbonita, e sfiorai le mie labbra con le sue, dolcemente... Lei rispose al bacio e poi tirò fuori un pò di lingua. Io feci lo stesso e cominciammo a baciarci seriamente. Era bellissimo. Il bacio più dolce, più morbido e allo stesso tempo più eccitante che avessi mai ricevuto. Senza che l’uomo mi dicesse nulla, scesi con la bocca fino ai suoi seni e le leccai i capezzoli, prendendoli poi tra le labbra e succhiandoli. Era un’emozione stupenda sentire che si indurivano sempre di più, sentire la carne increspata delle sue areole grandi e rosso scuro. Lei sospirava e mi accarezzava la testa... “Che belle porcelline...” disse l’avvocato che nel frattempo si stava segando. Scesi ancora più giù e arrivai alla fichetta di Monica. Scostai i peli con le dita e la aprii leggermente. Le posai le labbra sul buchetto e restai per un attimo in contemplazione,  cercai di fare ciò che anche a me sarebbe piaciuto. Prima leccai il suo buchetto, poi salii su e cominciai a leccare anche il clitoride gonfio e a imboccarlo. La porcellina chiuse le gambe attorno alla mia testa... Gemeva e mugolava.... A un certo punto anche io sentii un calore forte lì... Era il cazzo dell’uomo che si stava strofinando sulla mia fica. “Adesso te lo do tutto tesoro...Te lo meriti!” Con una forte spinta entrò dentro di me... Il pensiero che poco prima aveva penetrato Monica mi fece eccitare ancora di più e aumentai le leccate... “Sii! Siii! Leccamiii! Succhiami la ficaaa!” diceva ansimando e io mi sforzavo di accontentarla, godendo sempre di più sentendo i suoi fremiti e anche per la chiavata che mi stavo facendo. Non ci volle molto e lei venne, inondandomi la faccia con i suoi umori... Io affondai la lingua nella sua passera per non perdermene neanche una goccia... L’uomo intanto aumentò le spinte……

“Siete due porcheee... Aaaah! Sto scoppiandoo!” urlò, incurante che eravamo in un ufficio. Dalle pulsazioni che sentivo capii che stava sborrando... Non riuscii più a resistere, volevo godere anche io, e quando il suo cazzo uscì, presi a masturbarmi frenetica ancora a pecora, e venni. Dopo questa fantastica avventura a tre, ci ricomponemmo e io e Monica restammo a parlare mentre il capo si puliva con un fazzolettino i pantaloni. Avendo chiavato completamente vestito, erano un pò bagnati dei nostri umori. “Ora voglio proprio vedere come faccio... Si sente l’odore di fica! Siete due disgraziate!” disse sorridendo.

Io penso che invece gli avrebbe fatto piacere che qualcuno se ne fosse accorto. Era un uomo affascinante, sicuramente anche vanitoso. Finalmente comunque mi presentai a Monica e da allora diventammo amiche. E il posto... beh... fummo assunte tutt’e due! Una felice occasione per vederci spesso e per condividere la nostra passione per il sesso... tra di noi e non solo...

Questo sogno bellissimo mi ha accompagnato per tutta la giornata...