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Pomeriggio di shopping

La settimana scorsa, a proposito della mia ‘malattia’ per l’intimo, sono andata alla ricerca di calze e reggicalze, che per me sono tra i gadgets più sexy che una donna possa indossare.

La moda ultimamente si è concentrata soprattutto sulle calze autoreggenti, bellissime, pratiche, sexy. Le porto spessissimo, da quando anni fa ho gettato via tutti i collants, soffocanti e scomodi.
Ma provate ad immaginare delle calze sexy, sostenute da una guêpier di pizzo, l’effetto che scaturisce non è nemmeno immaginabile.

Ho girato per vari negozi, ma sembrava che i capi in questione appartenessero ad un’altra era… ma ecco che in un lampo arriva la soluzione ai miei problemi: sexy-shop!. Rimetto in moto la macchina e mi reco subito nel sexy-shop più vicino. Arrivo, vetrine oscurate, questa è la normalità, e un cartello: “Se volete acquistare suonate il campanello – altrimenti tornate Lunedì, che siamo chiusi”. Mamma mia che carattere questo negoziante, mi sono detta. Vabbé, ero arrivata fin lì alla ricerca di una ‘calza perduta’, che ormai il passo più lungo era stato fatto. Suono il campanello e dopo pochi secondi sento il rumore inconfondibile dell’apertura.

Entro nel negozio e sembra non esserci nessuno, ma dopo qualche secondo mi appare una donna corpulenta, occhi scuri, sguardo cupo, ma che alla mia visione abbozza un sorriso ed esordisce con: “Buongiorno signorina, in cosa posso esserle utile? – in un accento del sud ma con inflessioni lombardo padane – guardi pure – continua – faccia come se fosse a casa sua”.

In un solo secondo mi ha messo completamente a mio agio. Comincio quindi a guardarmi un po’ in giro alla ricerca delle mie calze, quando l’occhio mi cade su un completino sexy in stile ungherese, molto bello e di pregiata fattura. Lì vicino un altro, in stile spagnolo, che risaltava su tutti per il suo colore rosso fuoco bordato di pizzo nero, una vera bellezza. Al mio sguardo interessato, la donna – alla quale non sfuggiva nulla – si fa avanti dicendo: “Signorina, ha visto che bella collezione? I capi sono tutti a sua disposizione se desidera provarli, senza alcun impegno da parte sua.” E aggiunge: “Guardi questo nero, non è un capolavoro? Lo provi pure, abbiamo un camerino tutto per lei”.

Era metà pomeriggio circa quando sono entrata in quel negozio, all’ora di chiusura ero ancora lì, io a provare abitini e la donna compiaciuta a fare da giudice. Che faticaccia, a forza di provare, spogliarmi, rivestirmi ero totalmente bagnata di sudore. Una vera tortura, ma alla fine ne è valsa la pena: le mie calze, tanto cercate invano, le ho trovate di varie fogge e colori e, fuori dai miei programmi sono tornata a casa con un completino nero che è una favola e… ops, qui non si può dire!

La prossima settimana quasi quasi ci ritorno, c’erano tante altre cosine molto carine che mi hanno incuriosito parecchio e che voglio proprio acquistare, mmmhhhmmm….